TESTI

Non siamo umani

Quante sono quelle croci in fondo al mare

quante voci hanno smesso di gridare

quelle braccia non sapevano nuotare

lo sai che si potevano salvare

La deriva di una società ormai persa
che abbandona tra le onde anime in tempesta

aggrappate ancora al sogno,

a una promessa che oltre il buio c’è il sole

La ragione che mi spinge a non avere pace

la coscienza picchia forte dietro le mie porte

porte chiuse dalla prepotenza

dall’arroganza, dall’ignoranza

Non siamo umani, non siamo alieni

Clandestini in una terra che non ci vuole più

La memoria sbandierata solo per convenienza

per avere più consensi, per sentirsi santi
la storia si ripete oggi come ieri
facendo distinzioni tra chi siamo noi e gli altri

l’intolleranza l’odio la segregazione
la propaganda le bugie alla nazione

profughi, emigranti, richiedenti asilo

in fuga dalle guerre che paghiamo noi

Voglio urlare in faccia a Dio

che non siamo tutti uguali

a chi dice che diverso sia per forza il male
chi vuole le barriere ci confina dentro a un ghetto
a chi si sente forte dall’immunità è protetto

Non siamo umani, non siamo alieni

Clandestini in una terra che non ci vuole più

per fortuna c’è chi non sta zitto e pensa con la propria testa

chi non sente appartenenza si dissocia dalla casta
da una civiltà incivile che calpesta
ogni diritto a vivere va in piazza e manifesta

una sola terra, U.. una sola razza
stiamo violentando il mondo che si incazza

siamo solo nati dalla parte giusta
ma non ci siamo solo noi?

Non siamo umani, non siamo alieni

Clandestini in una terra che non ci vuole più

Quante sono quelle croci in fondo al mare

quante voci hanno smesso di gridare

quelle braccia non sapevano nuotare
col coraggio si potevano salvare

sei stato tu

 

Sei stato tu
Non è stata la tv
Non è stata la sorte
Non è stata la morte
Una notte come altre
In macchina a fumare
Sarei dovuto rimanere a casa a dormire

Sei stato tu
non è stata una caduta dalle scale
la paura di parlare era più forte del dolore

sulla mia pelle con le botte hai disegnato

ogni momento ogni lamento 

Volerò lontano

Andremo contromano

Senza capitano

Sei stato tu
non è stata la guerra
non è stata la mafia
non è stato un terrorista
o un immigrato clandestino
con la divisa nera
la mano sul petto, hai giurato ma nessuno è perfetto

Sei stato tu
anche quando hai detto basta
ne ha avuto abbastanza
eravamo solo quattro dentro quella stanza

in uno stato che nasconde nel cassetto
le prove di un reato di un delitto perfetto

Volerò lontano Andremo contromano

Senza capitano

Sei stato Tu

Sei stato tu
l’omertà di chi sapeva e non ha fatto niente
di chi difende a spada tratta sempre il più potente

di chi bacia il crocifisso
e manifesta il suo razzismo e la xenofobia

Sei stato tu che odi tutto quello che è diverso,

che è lontano dal tuo mondo troppo piccolo e perverso

ed è per questo che mi tengo lontano

dal tuo capitano

Sei stato tu
Il freddo della cella non lo sento più
il peso della colpa, la rabbia il rancore

l’abbraccio di un padre,

l’amore di una madre

“dovevo restare a dormire...”
Sei stato tu

OGNI CROCE HA UN NOME

L’articolo 48 della nostra costituzione

Sancisce il diritto al suffragio universale

Ma la volontà di un popolo che ha perso la memoria

È come un automa che aspetta il comando

per mettersi in moto e andare… dove

Dimenticando quanto pesa ogni croce 

È con la solita inconfondibile, italica banalità

Nel silenzio delle urne immortaliamo con un selfie

tutta la nostra

Superficialità

 

Ogni croce ha un nome

 

Proviamo a dare un nome ed una faccia 

Ad ogni croce che sprechiamo inutilmente

Facendo più attenzione, usando l’immaginazione

Collegando testa e cuore

Il volto di una donna in mezzo al fango 

Che abbraccia il suo bambino

Un coraggio da leone

Negli occhi la paura ed il terrore 

Sotto una pioggia di fuoco, di piombo, di morte

la puzza di piscio, di sangue, di zolfo 

e lei che si aggrappa più forte e gli parla d’amore

Ogni croce ha un nome

 

Il volto di un uomo che è figlio che è padre 

Che sa che non può più lasciarsi sparare, ferire, ammazzare

Da un uomo che è figlio che è padre 

Ma con la bandiera di un altro colore

Nascosto tra i corpi dei figli e dei padri 

Stringendosi al petto la bibbia e il fucile   

Il senso di colpa ma sa che il suo Dio lo dovrà perdonare

 

Adesso basta!!

Non posso non voglio, non devo far finta di niente

Al solo pensiero di starvi a sentire mi sento morire

Non siamo pedine in un gioco di ruolo

Se vinci, se perdi, chi se ne frega

la conta dei morti è fuori dal regno

Smettiamo di dare l’assenso, l

’approvazione col nostro silenzio

L’indifferenza, la finta coerenza, l’appartenenza

la lobby la casta

Ma quanto ci costa 

La democrazia è demagogia,

abbiamo un regnante a capo del regno

E voglio chiarire il concetto

Che mai nessun Re è dal popolo eletto

 

E voglio se non fosse chiaro chiarire il concetto

Che mai nessun Re, dal popolo è stato eletto.